Tecnica fotografica: le focali, cosa sono e come si comportano?


In questo articolo desidero parlare ed iniziare a completare quelle che sono le conoscenze di base della tecnologia di qualsiasi tipologia di apparecchio fotografico. Ammetto che la parola tecnologia forse non è la scelta migliore, dal momento che potrebbe far pensare a chissà quali innovazioni o soluzioni ingegneristiche, quando in realtà si tratta di cose che esistono dagli albori della nascita della fotografia.

Qualcuno potrebbe obiettare che il titolo parla di tecnica e non di tecnologia, ed è assolutamente vero però – c’è sempre un però! – queste conoscenze vi permetteranno di comprendere ed applicare le tecniche e fare gli esercizi che vi proporrò di volta in volta.

Per farlo devo riprendere alcuni concetti di cui ho già parlato nel primo articolo, che vi invito a leggere o eventualmente a rileggere.

La lunghezza focale

Come già detto la lunghezza focale si riferisce all’obiettivo che state usando, 50 – 100 – 200 mm poco importa che si tratti di una focale fissa oppure uno zomm, ciò che conta è comprendere bene che maggiore è la lunghezza focale utilizzata e minore sarà l’ampiezza del contesto che andrà ad inquadrare e quindi a permettere di fotografare. 

Immaginiamo di scattare una fotografia ad un amico, inquadrando in orizzontale da una distanza di 2 metri. Cambiando la lunghezza focale potremo ottenere all’incirca questi tre tipi di fotografie:

  • se stiamo usando una lunghezza focale da 24 mm il nostro amico apparirà a figura intera ed apparirà anche molto di ciò che lo circonda.
  • se stiamo usando un 50 mm quasi sicuramente il nostro amico non comparirà più a figura intera e la porzione di ciò che lo circonda sarà molto minore, diciamo la metà rispetto al primo caso
  • se stiamo usando una focale da 100 mm con tutta probabilità staremo facendo un primo piano del nostro amico ed apparirà pochissimo di ciò che lo circonda.

Questa è solo una delle due proprietà delle lunghezze focali, la seconda di cui bisogna tenere conto è la loro profondità di campo (termine da ricordare perché si lega anche al diaframma).

Con profondità di campo si intende lo spazio nitido che si trova davanti e dietro al nostro punto di messa a fuoco.

Tornando alla fotografia immaginaria del nostro amico il punto di messa a fuoco sarà certamente lui, perché desideriamo che sia ben visibile e nitido. Utilizzando le tre focali di prima oltre ad avere una porzione di spazio maggiore o minore attorno ad esso avremo anche una maggiore o minore profondità di campo.

Immaginiamo che il nostro amico si trovi a due metri da noi e che ad un metro di distanza davanti a lui, quindi esattamente a metà tra l’obiettivo e il soggetto, ci sia una bella aiuola fiorita e a due metri di distanza dietro di lui ci sia un muro in mattoni a vista.

  • con la focale da 24 mm oltre ad inquadrare il nostro amico a figura intera avremo anche una profondità di campo (ovvero di spazio nitido) che andrà dall’aiuola fiorita al muro. Praticamente tutto sarà nitido anche se abbiamo messo a fuoco il nostro amico.
  • con la focale da 50 mm oltre a diminuire la porzione di inquadratura avremo anche l’aiuola parzialmente nitida ed il muro retrostante leggermente meno nitido del caso precedente.
  • con la focale da 100 mm invece la parte nitida della fotografia sarà solamente il nostro amico ed avremo sia l’aiuola fiorita che il muro sfocati.

Questo non è dovuto ad un nostro errore ma semplicemente al fatto che la profondità di campo, ovvero la porzione nitida della fotografia, diminuisce progressivamente con l’aumentare della lunghezza focale.

In sintesi i grandangoli come il 24 mm hanno un’ampia profondità di campo mentre gli obiettivi tele come il 100 mm hanno una profondità di campo molto inferiore.

Oltre a questo è necessario tener conto che la profondità di campo ha una sua ‘logica’ ovvero si estende sempre per 1/3 di fronte al punto di messa a fuoco e per 2/3 verso il dietro, qualsiasi sia la focale utilizzata. Quindi, tornando al nostro esempio lo spazio nitido si estenderà sempre per 1/3 di fronte al nostro amico e per 2/3 dietro ad esso.

Nel prossimo articolo vi parlerò del diaframma e di come interagisce con la lunghezza focale del vostro obiettivo!

Alla prossima puntata!

Luca


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