Tecnica fotografica: la pupilla della nostra macchia fotografica; il diaframma.


Come ormai saprete il diaframma è quella parte dell’obiettivo con il compito di far passare una maggior o minor quantità di luce ed ha la particolarità di avere un ‘sistema di misura’ che funziona al contrario; ovvero tanto più sarà piccolo il suo valore f tanto più sarà grande la quantità di luce che arriverà al sensore o alla pellicola.

Oltre a questa funzione basilare e facile da comprendere il diaframma ha anche un altro effetto diciamo ‘collaterale’, ovvero riduce o aumenta la profondità di campo. In che modo? Vi faccio un esempio pratico:

  • un’apertura focale di f2.8 ha una profondità di campo di 0,5 metri.
  • un’apertura focale f4 ha una profondità di campo di 1 metro.

In pratica la profondità di campo diminuisce con la diminuzione del valore f; cioè tanta più luce lascia passare il nostro diaframma tanto minore sarà la porzione nitida della nostra immagine.

Come sempre in fotografia le cose si intersecano e influenzano a vicenda ed in questo caso l’intersezione e l’influenza tra diaframma e lunghezza focale provoca una variazione della profondità di campo, ovvero la porzione nitida della nostra fotografia.

Nell’articolo precedente vi ho detto che tanto più è lunga la nostra focale tanto è minore la profondità di campo, ma questa purtroppo non è una verità assoluta, in che senso?

Per comprenderci meglio diciamo che ogni lunghezza focale ha una sua profondità di campo ‘nativa’ che però è influenzata anche dal valore di diaframma che stiamo utilizzando, fattore molto importante da tenere in considerazione che aumenta la sua importanza in rapporto alla lunghezza della nostra focale; più è lunga la focale e maggiore sarà la sua influenza. 

In pratica:

Se utilizziamo una focale 24 mm per fotografare il nostro amico a due metri di distanza da noi:

  • un diaframma f2.8 produrrà una profondità di campo di circa 1,3 metri

Se utilizziamo una focale 50 mm per fotografare il nostro amico a due metri di distanza da noi:

  • un diaframma f2.8 produrrà una profondità di campo di circa 0,26 metri

Se utilizziamo una focale 100 mm per fotografare il nostro amico a due metri di distanza da noi:

  • un diaframma f2.8 produrrà una profondità di campo di circa 0,06 metri

So bene che non è così semplice da comprendere, infatti solo la pratica costante può rendere automatici certi meccanismi, ma devo mio malgrado complicarvi ancora un po’ la vita, infatti anche la distanza da cui fotografate ha una sua importanza sulla profondità di campo!

Se ci allontaniamo dal nostro amico portandoci a 4 metri da lui le cose cambieranno influenzando ancora una volta la profondità di campo! Vediamo qualche esempio:

Se utilizziamo una focale 24 mm per fotografare il nostro amico a quattro metri di distanza da noi:

  • un diaframma f2.8 produrrà una profondità di campo di circa 6,9 metri

Se utilizziamo una focale 50 mm per fotografare il nostro amico a quattro metri di distanza da noi:

  • un diaframma f2.8 produrrà una profondità di campo di circa 1,1 metri

Se utilizziamo una focale 100 mm per fotografare il nostro amico a quattro metri di distanza da noi:

  • un diaframma f2.8 produrrà una profondità di campo di circa 0,26 metri

So che qualcuno di voi a questo punto potrebbe essere spaventato al pensiero di dover fare questi calcoli ogni volta che decide di scattare una fotografia, in realtà questi calcoli non si fanno mai o quasi. 

Io stesso, quando lavoro, non li faccio ma mi baso sull’esperienza e su una sorta di sesto senso che si sviluppa con il tempo e con l’allenamento. 

Non per nulla paragono spesso e volentieri l’attività di fotografo con quella di uno sportivo, si tratta di allenamento, tanto allenamento!

Alla prossima puntata!

Luca


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