Le batterie, quale scegliere in base all’uso?


Con l’avvento del digitale senza quasi che ce ne accorgessimo ci siamo trovati di fronte ad una necessità di energia elettrica pressoché decuplicata, ricordo quasi con nostalgia la mia prima reflex che imbarcava una banalissima batteria da orologio, di quelle piatte e durava…. due anni! Oggi invece quando parto per un lavoro una borsa serve pre trasportare l’attrezzatura e un altra per le batterie e relativi caricatori! 

Ma non tutte le batterie sono uguali, e non sto parlando della tecnologia, ma delle caratteristiche che le rendono più o meno adatte ad un uso anziché un altro. Un flash non è un telecomando, una reflex non è una mirrorless; tutti questi apparecchi non solo necessitano di potenze diverse per poter funzionare ma utilizzano anche le batterie in modo diverso, questo che si tratti delle classiche batterie usa e getta, di quelle ricaricabili oppure di quelle già fornite con il nostro apparecchio.

Cerchiamo di mettere un poco di ordine, tenendo sempre presente che i produttori tendono a mettere l’accento su questo o quel parametro senza in realtà dare informazioni dirette sull’apparecchio più adatto per questo o quel tipo di batteria.

Il parametro più importate da tenere in considerazione è il milliampere ora – mAh, valore che andrà cercato sul manuale dell’apparecchio per poter valutare il tipo di batteria necessaria (ammesso e non concesso che sia indicato).

Facciamo qualche esempio assolutamente non esaustivo

  • Le fotocamere digitali richiedono una grande quantità di energia per poter funzionare, quindi occorreranno batterie da 1800 a 2200 mAh, ma anche oltre a seconda della fotocamera
  • Un telecomando richiede pochissima potenza per funzionare quindi anche una batteria da 500 mAh può essere sufficiente ed avere una lunga durata
  • Un flash invece non richiedere costantemente energia alla batteria perché la accumula nei condensatori aumentandone il voltaggio, però in base all’uso può essere necessario scegliere un tipo di batteria anziché un altro.

Come sapete esistono diverse tecnologie costruttive ed anche queste hanno un influenza sull’uso e la durata delle batterie, sopratutto quelle ricaricabili.

Tornando all’esempio del flash vi fornisco qui di seguito alcuni parametri comparativi, basati sul flash Canon Speedlite 430 EX

  • Batteria NiMH – lampi a piena potenza 220 – tempo di ricarica flash 2,5 secondi
  • Batteria Alcalina – lampi a piena potenza 200 – tempo di ricarica flash 3,5 secondi
  • Batterie al Litio – lampi a piena potenza 400 – tempo di ricarica flash 4 secondi
  • Batterie NiCd – lampi a piena potenza 90 – – tempo di ricarica flash 2,9 secondi

Da questa tabella si deduce facilmente che chi ha necessità di scattare molto rapidamente con il flash dovrà avere un tempo di ricarica rapido che però andrà a scapito del numero di lampi, viceversa chi deve scattare molto ma non troppo rapidamente si orienterò su batterie al litio.

Per maggiore informazione e chiarezza vi propongo una rapida carrellata storico / tecnica dei tipi di batterie esistenti e delle loro caratteristiche.

Alcaline

Sono le più diffuse oggi e vanno molto bene. Si trovano di tutte le dimensioni, da quelle a bottone per gli orologi e gli esposimetri, a quelle tipo AA, C e D. Si mantengono per molti anni se conservate inutilizzate. Capacità (tipo AA): da 2.700 mAh in su. Comprate le più economiche, non fatevi ingannare da mosse di marketing tipo “Batterie Titanium”. Sono sempre e solo batterie alcaline.

Oxyride (Panasonic)

La Panasonic le ha introdotte nel 2005. Hanno un voltaggio iniziale di 1,7V rispetto al 1,5V delle normali alcaline. Per applicazioni ad alto assorbimento (fotocamere digitali) durano anche il doppio delle normali alcaline. Se però le usate per applicazioni a basso assorbimento vanno peggio delle alcaline. Insomma, usatele per i flash ma non per le radio o gli orologi.

Litio

Sono costose. Sono state sviluppate per l’esercito americano perché offrono il doppio della potenza nello stesso spazio e pesano la metà di una equivalente tradizionale. Le batterie al litio si conservano anche per 10 anni e più, perciò potete anche farne una scorta.

Capacità: le Energizer Lithium AA danno 3.000 mAh, come le alcaline.

Usatele con i flash o con dispositivi che assorbono molto e dureranno di più, altrimenti durano quanto le alcaline. Si comportano meglio delle alcaline alle alte e basse temperature (anche sotto zero). Poiché non possono fornire una elevata potenza istantanea come altre tecnologie, i tempi di ricarica dei flash, con queste batterie, sono più lenti. Le celle al litio sono state progettate in questo modo per evitare che la reazione chimica interna raggiunga temperatura troppo elevate e porti all’esplosione della cella. Tuttavia, a fronte di una diminuzione del tempo di ricarica del flash, si raggiungono il doppio dei lampi.

Nickel-Cadmio (Ni-Cd)

Le prime ricaricabili che divennero popolari negli anni ’60. Ancora oggi offrono il maggior numero di cicli scarica/carica rispetto a tutte le altre tecnologie. Purtroppo offrono anche le minori capacità e quindi vi ritroverete a caricarle spesso. Sono anche in grado di fornire elevate quantità di corrente istantaneamente se cortocircuitate. Per questo andavano di moda nei saldatori a batteria che si scaldavano immediatamente. Attenti a non farvi male, magari mettendole in tasca insieme a delle chiavi o a delle monete. Il metallo potrebbe cortocircuitare gli elettrodi e…

Comunque questa capacità di fornire corrente è una buona cosa nei flash perché permette brevi tempi di ricarica.

Capacità, non molta, da 650 a 1.000 mAh per le AA.

Uso e manutenzione: Obbligatorio: dovrebbero essere sempre caricate al massimo e poi scaricate completamente nell’uso, prima di essere ricaricate. Ciò significa averne sempre un secondo set disponibile in caso il primo si scarichi completamente. Se invece le caricate quando vi servono, le batterie “impareranno” quanta energia vi serve e vi daranno solo quella capacità. E’ il ben noto “effetto memoria”. Queste batterie sono come i muscoli, dovete usarli per mantenerli forti. Anche per questo non vi raccomando queste batterie. Oltretutto contengono cadmio, che è velenoso e va smaltito appropriatamente.

Carica: per una carica notturna (12/14 ore), va bene anche la circuiteria più semplice poiché non ci si deve preoccupare di sovra caricare la batteria. Per cariche veloci servono dei caricatori più sofisticati, che interrompano la corrente per evitare esplosioni della batteria.

Nickel-Idruri metallici (Ni-MH)

Sono le ricaricabili più popolari oggi. Hanno rimpiazzato quelle al nickel-cadmio nei PC portatili alla fine degli anni ’80 e sono diventate disponibili nei formati più comuni negli anni ’90. Hanno una capacità che è doppia di quelle al NiCd e richiedono meno attenzione nell’uso. La maggior parte dei caricatori riesce a ricaricarle in 2/4 ore.

Velocità di carica

L’energia elettrica fornita ad una cella si trasforma in energia chimica durante la carica (banalizzo per farmi capire meglio). Quando la cella è carica, l’energia elettrica, non potendo trasformarsi in energia chimica, si trasforma in calore. Se il caricatore non è sufficientemente intelligente da interrompere la carica, allora si deve utilizzare una corrente di carica bassa per evitare di danneggiare la cella per surriscaldamento. Ecco perché ci volevano 15 ore per caricare una batteria. La velocità di un caricatore è limitata dalla sua abilità nel sapere quando fermare la ricarica. Essi misurano le fluttuazioni di tensione oppure la temperatura della batteria per sapere quando smettere la ricarica. I caricatori normalmente utilizzati (3/4 ore tempo di ricarica) sono intelligenti ma, poiché non monitorano ogni singola cella, devono stare attenti a non pompare più corrente in una cella che non in un’altra. Può infatti capitare che le celle non siano tutte cariche allo stesso modo e, quando la prima è carica, le altre tre continuano a ricevere corrente per essere ricaricate. Ma anche la prima continua a ricevere corrente ed allora si preferisce porre dei limiti sulla corrente iniettabile (bassa corrente), cosa che limita il tempo di ricarica.

Ci sono però ditte (Energizer, ad esempio) che riescono a caricare le loro celle al NiMh in 15 minuti. Lo posso confermare visto che ho delle batterie Energizer (oltre 2.000 mAh) e relativo caricatore che si ricaricano veramente in 15 minuti. Come è possibile? Perché il controllo di carica non è solo nel caricatore ma anche nelle celle. Ognuna ha un chip integrato che interrompe il flusso di corrente quando la cella è carica. Perciò il caricatore pompa più corrente che può e le celle interrompono il flusso quando cariche. Questa elevato flusso di corrente porta anche a temperature più alte del solito ed il caricatore è dotato di una ventola di raffreddamento. La grande comodità è che viene fornito anche di un adattatore per auto.

Capacità nel formato AA: da 1.200 a 2.500 e più mAh. Attenti che molte ditte poco conosciute mentono sulla capacità. Fidatevi solo dei grossi nomi, magari dei pionieri del settore (Sanyo, Panasonic).

Uso e manutenzione: anche queste batterie devono essere utilizzate completamente e poi ricaricate a fondo. Non usatele se non intendete scaricarle completamente. Questo, ovviamente, significa portarne sempre dietro un secondo set di scorta. Il vantaggio rispetto alle NiCd è che, in caso di effetto memoria, possono essere riportate a nuovo con un paio di cicli scarica/carica. Non date retta a chi le vuole vendere affermando che non hanno effetto memoria: ce l’hanno eccome! Ma la soluzione è semplicissima, i due cicli di scarica/carica. E non pagate di più per quelle che affermano di non aver memoria, è solo una mossa di marketing, sono tutte così.

Ioni di litio (Li-Ion)

Sono le più nuove e le migliori, visto che offrono più potenza in minor ingombro e peso. Sono anche le più complesse e costose, però. Sono state inizialmente utilizzate sui PC portatili intorno al 1994 e poi si sono diffuse sulle telecamere alla fine degli anni ’90. Hanno permesso di ridurre il peso degli apparati dove venivano utilizzate e hanno raddoppiato il loro tempo di funzionamento. E tutto questo solo cambiando la batteria! Oggi non potremmo avere dispositivi minuscoli come i cellulari, le compatte digitali o l’iPod senza le batterie al litio. Queste batterie sono specifiche, come forma e dimensioni, per il dispositivo che devono alimentare.

Uso e manutenzione: le batterie al litio, a differenza di quelle NiCd e NiMh, preferiscono essere ricaricate spesso e prima di essere totalmente scariche. Se le fate scaricare completamente avrete solo alcuni centinai di cicli di vita utile. Potrete arrivare a migliaia di cicli se le ricaricate anche se sono solo scariche per metà. La loro vita utile si misura in base all’energia totale che entra ed esce dalla batteria, non in base al numero di cicli di carica/scarica. Di fatto, un modo per avere un totale di energia maggiore è quello di usare la capacità della batteria solo in parte. Io carico le mie batterie agli ioni di litio ogni sera, anche se non le ho completamente utilizzate nel corso della giornata.

Caricatori: queste batterie necessitano di caricatori particolari, a differenza di quelle al NiCd e al NiMh. Il litio si carica ad una velocità elevata fino a riempirle per la maggior parte della capacità, poi la corrente si riduce enormemente per caricare l’ultimo 25% della batteria. Classico il caso dei caricatori Canon per le batterie BP511. Dopo circa un’ora e mezza la batteria è carica (e la luce rossa è accesa fissa) ma il manuale dice di continuare la carica per ulteriori 15 minuti per caricare completamente la batteria. Poiché hanno bisogno di caricatori particolari e specifici, ad oggi, anche per evitare usi scorretti, non esistono batterie ricaricabili al litio nei formati comuni (AA, C, D…).

Marche: poiché la circuiteria di ricarica è complessa, vista anche la presenza di sensori, fate attenzione alle copie contraffatte che circolano sul mercato, potrebbero essere carenti di alcuni dispositive di sicurezza e magari potrebbero far esplodere la batteria in ricarica. Per questo non comprate batterie “universali” per le vostre fotocamere, usate solo componenti originali. Considerate che anche le marche note possono andare incontro a problemi per forniture fallate

Alla prossima puntata!

Luca



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