ETTR cosa significa?


Dopo aver affrontato il ‘sistema zonale’ di Ansel Adams passiamo all’ETTR. Il significato dell’acronimo è ‘expose to the right’, un metodo che se utilizzato correttamente permette di ottenere il massimo dalla luce a disposizione in qualsiasi situazione di scatto.

Per avvicinarsi a questa tecnica sarebbe bene avere nozioni di base come la differenza fra misurazione della luce riflessa e incidente, oltre che conoscere almeno teoricamente il sistema zonale.

Come sapete il sistema zonale è un metodo che si basa sullo miglior sfruttamento possibile del range tonale, chiaramente in passato si parlava di pellicola mentre oggi parliamo di sensori digitali. Ma non si può dire che le cose siano poi cambiate molto, certamente i sensori hanno una range un poco più ampio rispetto alla pellicola. Però presentato un range tonale che può non solo variare da modello a modello di fotocamera, ma anche da macchina a macchina.

L’ETTR sfrutta parte delle intuizioni di Ansel Adams applicandole al mondo contemporaneo della fotografia digitale. E con un esperimento e mezz’ora permette di sviluppare una taratura dell’esposizione completamente personalizzata.

Andiamo con ordine

  • Trovate una superficie uniforme (attenti alle texture eccessive), ed illuminata in modo uniforme (per esempio una parete illuminata da luce soffusa).
  • Selezionate un punto del soggetto, il muro, e misurate l’esposizione in modalità ‘spot’, scattando in formato RAW. 
  • Scattate una serie di fotografie compensando l’esposizione di +⅓ o +½ spot ad ogni scatto, ed ogni volta controllate l’istogramma.
  • Quando l’istogramma inizia ad avere un ‘muro’ di pixel a destra (praticamente ci dice che la nostra fotografia è sovraesposta), scattate ancora 3 fotografie compensando come per le precedenti.
  • Scaricate tutti i file RAW ed apriteli sul vostro computer, controllate l’istogramma del vostro software ed a un certo punto vedrete che le fotografie risulteranno bruciate anche sul computer. 
  • La compensazione positiva che avete utilizzato per l’ultimo file non bruciato (normalmente un valore che non supera +4), corrisponde alla zona in cui potrete collocare i punti di massima luminosità dei vostri scatti senza bruciarli ed al contempo sfruttare il massimo range dinamico della vostra fotocamera.

Perché fare tutto questo procedimento quando basterebbe verificare l’istogramma dopo lo scatto? 

Il motivo è che l’istogramma della fotocamera non è così preciso, fotografie che possono apparire bruciate on realtà non lo sono quando si sviluppa il file sul computer. In questi casi avremo perso parte del range tonale che il sensore ci offre ed allo stesso tempo rischiamo di trovarci con del rumore digitale nelle parti scure (che saranno più estese), perché come sapete è lì che compare il rumore nelle fotocamere digitali.

Con questa procedura invece è possibile stabilire il limite massimo di luminosità e sfruttare tutto il range tonale a disposizione evitando almeno una parte di rumore digitale. Ovviamente tutte le fotografie andranno scattate in RAW e poi sviluppate.

Dopo aver fatto questo procedimento ed aver stabilito il valore massimo delle luci è sufficiente impostare un preset personalizzato nella fotocamera con misurazione SPOT e il valore di compensazione massimo (per esempio +2.5), in modo da poter selezionare rapidamente tutte le impostazioni quando si vuole scattare in ETTR.

Per esempio

Abbiamo di fronte un bel paesaggio con il sole in posizione laterale che fa spiccare sia i colori sia le forme. Se vogliamo catturare tutta la gamma tonale della scena sarà sufficiente selezionare il nostro preset, misurare il punto di massima luminosità, ricomporre l’inquadratura e scattare. Più difficile a dirsi che a farsi!

Concludendo, l’ETTR è sicuramente un ottima tecnica che aiuta a sfruttare al massimo il sensore della nostra fotocamere, sostanzialmente perché migliora la qualità riducendo o eliminando il rumore digitale. Va da sé che questa tecnica dia il suo meglio quando lavoriamo a 100 ISO, mentre se per necessità aumentiamo gli ISO questo aumento andrà a generare del rumore digitale, compensando ampiamente i benefici della tecnica ETTR.

Alla prossima puntata!

Luca



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