Esiste il cavalletto tuttofare?


Il cavalletto fotografico, o semplicemente cavalletto fa parte di quelle attrezzature imprescindibili per poter praticare determinati generi fotografici. Però non tutti i cavalletti sono uguali, anzi, ci sono differenze e parametri da tenere in conto prima di scegliere quale modello acquistare e, in primis, occorre considerare proprio il genere fotografico che andremo a praticare.

Ma andiamo con ordine ed iniziamo a vedere come si compone un cavalletto e le differenze che si possono trovare nei vari modelli. 

Le gambe

L’allungamento avviene grazie a diverse sezioni che rientrano l’una dentro l’altra, In linea di massima il numero di sezioni di una gamba può variare da tre a cinque, e si possono bloccare sia con un sistema a morsa che a vite.

  • Il sistema a morsa è sicuramente più rapido e comodo ma è anche più soggetto a deterioramento.
  • Il sistema a vite è un poco più macchinoso ma sicuramente è garanzia di durata e sicurezza nel serraggio.
  • Un numero di sezioni inferiore da più stabilità ma anche una lunghezza maggiore quando il cavalletto è chiuso.

La Base

E’ il punto d’attacco della testa su cui andrà posizionata la macchina fotografica.

  • Nei modelli economici solitamente è già compresa una testa (generalmente a sfera) su cui montare la macchina fotografica.
  • Nei modelli un poco più professionali non è presente una testa che va acquistata separatamente in base alle nostre necessità.

La testa

E’ la parte su cui va montata fisicamente la macchina fotografica e può essere di diverso tipo per adattarsi alle nostre esigenze.

  • Testa a sfera: è il tipo di testa più economico e versatile perché composta di una sfera che permette tutti i movimenti possibili ed è bloccata solamente da una leva per mantenere in posizione la nostra macchina.
  • Testa Joystick: si tratta di una variate delle teste a sfera che presenta una leva da impugnare per posizionare più facilmente la macchina a patto di non avere necessità di un posizionamento preciso al millimetro.
  • Testa a tre vie: il movimento avviene separatamente sui tre assi x,y,z utilizzando tre leve separate che normalmente servono anche a boccare la posizione. L’uso di questo tipo di teste è più lento rispetto alle precedenti ma consente un posizionamento saldo e preciso.
  • Teste a cremagliera: hanno un funzionamento simile a quelle a tre vie ma grazie alla cremagliera la precisione è ancora maggiore. 

Tutte le teste sono dotate di una piastra da avvitare sulla macchina fotografica e permette l’aggancio e lo sgancio rapido. Questa parte di una testa normalmente è fatta in metallo ma alcuni modelli economici possono montare una piastra in plastica (da evitare perché troppo soggetta a rotture).

La staffa

Alcuni modelli prevedono una staffa o braccio che permette di posizionare la macchina fotografica orizzontalmente allontanandola dal cavalletto.

Se questo braccio non fosse presente é comunque possibile acquistarlo separatamente e fissarlo sul cavalletto al posto della testa.

I ganci

Alcuni cavalletti sono dotati di ganci a cui è possibile fissare dei contrappesi, molto utili quando si utilizza il braccio per dare maggiore stabilità all’insieme.

I materiali

I cavalletti fotografici migliori sono quelli realizzati in carbonio, in quanto si presentano più leggeri, più pratici e garantiscono grande versatilità di utilizzo.

Logicamente un treppiedi pesante, alto e massiccio comporta di per se un ottimo livello di stabilità, ma di contro diventa difficile e complicato il suo trasporto dato che diventa poco maneggevole.

Meglio dunque propendere per un sistema un po’ più pesante nel caso si operasse in studio oppure in una postazione più o meno fissa, diversamente meglio scegliere una struttura più snella e leggera.

Ma quali sono i parametri da tenere in considerazione per acquistare un cavalletto?

Innanzitutto occorre tenere in considerazione il tipo di fotografia che si desidera fare:

  • Fotografia in studio, still life e tutti i generi fotografici stanziali
  • Fotografia di viaggio, paesaggio e tutti i generi fotografici che richiedono spostamenti.
  • Fotografia Macro.

Nel caso di un genere fotografico stanziale si potrà optare per un cavalletto pesante e stabile. Se desideriamo invece praticare un genere fotografico che prevede spostamenti con l’attrezzatura sarà sicuramente migliore un cavalletto leggero e trasportabile.

In questo secondo caso, in linea di massima è da preferire un cavalletto che, quando chiuso, abbia una lunghezza di circa 50 cm; e quando completamente aperto (ma con l’asta centrale ritratta) abbia un altezza indicativa di 20 cm inferiore alla nostra altezza.

Questo calcolo è necessario quando si acquista un cavalletto senza testa, in questo modo una volta montata la testa la macchina fotografica si troverà pressapoco all’altezza degli occhi.

Se invece si desidera praticare la macro fotografia l’aspetto più importante è l’altezza minima poiché in genere questo genere fotografico si pratica in esterni e i soggetti sono perlopiù posti in basso.

Un ulteriore parametro di grande importanza è la portata sia del cavalletto in sé, sia della testa. Un buon metodo per calcolare la portata che dovrebbe avere l’insieme cavalletto / testa é il seguente:

  • Pesare corpo macchina, obiettivo, flash, filtri e quant’altro si desidera utilizzare con il cavalletto.
  • Moltiplicare il peso totale per 1,5.

In questo modo si otterrà un valore di portata con un margine adeguato, per comprenderci meglio faccio un esempio:

Se l’insieme di tutta l’attrezzatura pesa 2,5 Kg, moltiplicandolo per 1,5 si otterrà un valore di portata pari a 3,75 kg. Valore che andrà cercato sulle schede tecniche sia del cavalletto sia della testa.

In questo modo ci sarà un margine di sicurezza che darà maggiore stabilità quando utilizzeremo il cavalletto e permetterà di acquistare nuova attrezzatura con un minimo di tranquillità di poterla utilizzare sul medesimo cavalletto. 

Non bisogna poi trascurare che se nel tempo si acquista nuova attrezzatura che porta il peso vicino al valore massimo (da non superare per non danneggiare soprattutto la testa), si può ricorrere a dei contrappesi da fissare al cavalletto ed aumentarne la stabilità.

Un alternativa al cavalletto classico può essere il monpiede.

Benché rientri nella famiglia dei cavalletti, il monopiede non ha la stabilità di un treppiede in perché costituito da una singola colonna che consente di avere una certa stabilità istantanea.

Può essere utile nella fotografia sportiva o comunque in generi fotografici dove il tempo di scatto è piuttosto rapido.

Riepilogando, le domande da porsi prima di acquistare un cavalletto fotografico sono:

  • Considera le tue attitudini fotografiche.
  • Calcola il peso che andrai a installare sul cavalletto.
  • Valuta l’altezza raggiungibile dal cavalletto in piena estensione, senza contare il possibile prolungamento della colonna centrale.
  • Valuta il peso del cavalletto sulla base dell’utilizzo che dovrai farne.
  • Scegli una testa che sia compatibile con la tua fotocamera.
  • Segui le indicazioni del venditore relativamente al tipo di fotografia per il quale quello specifico cavalletto è stato pensato (cavalletto da trekking, da paesaggio, da ritratto, da riprese video).
  • Valuta il budget di spesa che intendi mettere a disposizione.

Chiaramente questo articolo non può essere esaustivo perché non esiste un cavalletto tuttofare buono per ogni occasione, esistono invece molte varianti che, se valutate attentamente, ci permettono di avere un accessorio importantissimo calato su misura per le nostre esigenze.

Alla prossima puntata!

Luca



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