Con l’avvento del digitale senza quasi che ce ne accorgessimo ci siamo trovati di fronte ad una necessità di energia elettrica pressoché decuplicata, ricordo quasi con nostalgia la mia prima reflex che imbarcava una banalissima batteria da orologio, di quelle piatte e durava…. due anni! Oggi invece quando parto per un lavoro una borsa serve pre trasportare l’attrezzatura e un altra per le batterie e relativi caricatori!

Il cavalletto fotografico, o semplicemente cavalletto fa parte di quelle attrezzature imprescindibili per poter praticare determinati generi fotografici. Però non tutti i cavalletti sono uguali, anzi, ci sono differenze e parametri da tenere in conto prima di scegliere quale modello acquistare e, in primis, occorre considerare proprio il genere fotografico che andremo a praticare.

Ansel Adams non è stato solamente uno dei grandi della fotografia ma è stato uno dei padri fondatori della fotografia di paesaggio in bianco e nero. Nasce a San Francisco nel 1902 da una famiglia benestante, il giorno della sua nascita – il 20 febbraio – ci fu un terremoto che scosse l’intera città ed in quella occasione cadde a terra rompendosi il naso con conseguenze che caratterizzeranno il suo volto per tutta la vita.

Come ho già avuto occasione di dire nel primo articolo, l’otturatore è quella parte della macchina fotografica che aprendosi e chiudendosi permette o nega l’arrivo della luce al sensore o alla pellicola. Ovviamente anche lui ha un suo sistema di misura che può variare da secondi a millesimi di secondo.

Come ormai saprete il diaframma è quella parte dell’obiettivo con il compito di far passare una maggior o minor quantità di luce ed ha la particolarità di avere un ‘sistema di misura’ che funziona al contrario; ovvero tanto più sarà piccolo il suo valore f tanto più sarà grande la quantità di luce che arriverà al sensore o alla pellicola.

La lunghezza focale si riferisce all’obiettivo che state usando, 50 – 100 – 200 mm poco importa che si tratti di una focale fissa oppure uno zomm, ciò che conta è comprendere bene che maggiore è la lunghezza focale utilizzata e minore sarà l’ampiezza del contesto che andrà ad inquadrare e quindi a permettere di fotografare.

Perché il titolo parla di apparecchi fotografici e non di macchine fotografiche come sarebbe normale? Banalmente perché con l’evoluzione della tecnologia molto è cambiato, tanto che oggi possiamo trovarci fra le mani apparecchi che fanno svariate cose, tra cui anche fotografare, oppure apparecchi nati per tutt’altro ma che ormai producono fotografie e, magari, a tempo perso riescono anche a farvi telefonare!

Chi ha qualche anno in più, come il sottoscritto, ricorderà i tempi in cui il solo supporto sensibile con cui era possibile scattare una fotografia era la pellicola ai sali d’argento, di diversi formati e con caratteristiche che la rendevano più o meno adatta ad un genere piuttosto che ad un altro; sarà per abitudine o per praticità ma devo ammettere che a volte la rimpiango un poco.

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