Come ho già avuto occasione di dire nel primo articolo, l’otturatore è quella parte della macchina fotografica che aprendosi e chiudendosi permette o nega l’arrivo della luce al sensore o alla pellicola. Ovviamente anche lui ha un suo sistema di misura che può variare da secondi a millesimi di secondo.

Come ormai saprete il diaframma è quella parte dell’obiettivo con il compito di far passare una maggior o minor quantità di luce ed ha la particolarità di avere un ‘sistema di misura’ che funziona al contrario; ovvero tanto più sarà piccolo il suo valore f tanto più sarà grande la quantità di luce che arriverà al sensore o alla pellicola.

La lunghezza focale si riferisce all’obiettivo che state usando, 50 – 100 – 200 mm poco importa che si tratti di una focale fissa oppure uno zomm, ciò che conta è comprendere bene che maggiore è la lunghezza focale utilizzata e minore sarà l’ampiezza del contesto che andrà ad inquadrare e quindi a permettere di fotografare.

Perché il titolo parla di apparecchi fotografici e non di macchine fotografiche come sarebbe normale? Banalmente perché con l’evoluzione della tecnologia molto è cambiato, tanto che oggi possiamo trovarci fra le mani apparecchi che fanno svariate cose, tra cui anche fotografare, oppure apparecchi nati per tutt’altro ma che ormai producono fotografie e, magari, a tempo perso riescono anche a farvi telefonare!

Chi ha qualche anno in più, come il sottoscritto, ricorderà i tempi in cui il solo supporto sensibile con cui era possibile scattare una fotografia era la pellicola ai sali d’argento, di diversi formati e con caratteristiche che la rendevano più o meno adatta ad un genere piuttosto che ad un altro; sarà per abitudine o per praticità ma devo ammettere che a volte la rimpiango un poco.

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